Panem et circenses
11 AGO 20

Non ritengo che “Vieni via con me” possa annoverarsi tra i programmi diuna normale stagione televisiva. E’ un avvenimento particolare che denotaun momento eccezionale della vita politica di un paese che ha oramairinunciato ad utilizzare i consueti strumenti della politica. Tuttaviaindica inequivocabilmente il consolidarsi di un trend. Il successo diprogrammi televisivi come Anno zero, Matrix, Porta a porta, l’Infedele,Ballarò etc.. dimostrano che la sede istituzionale del Parlamento si stagradualmente trasferendo nell’arena mediatica dove politici-gladiatori siaffrontano per appagare la sempre crescente sete (di sangue) ? di unpubblico il cui palato è stato via via assuefatto a sempre più fortiemozioni distaccandosi dalla concreta considerazione dei problemi del paese, sull’ inaccettabile modello dei medesimi interlocutori politici. Se poimassime cariche istituzionali e segretari di partito di primo piano siprestano al gioco, in momenti cruciali della vita pubblica, non ci si puòstupire del numero di nove milioni di telespettatori. Nessuno deve peraltroilludersi che possano rappresentare una base affidabile di audiencetelevisiva o elettorale. Se Berlusconi, Bossi, Di Pietro o altri seguisserola stessa strada i risultati non sarebbero diversi, almeno finchè lanovità dura. Ma se vogliamo considerare politici e non televisivi questiepisodi non si può tuttavia affermare che costituiscano un sano sistema difare politica! Il confronto democratico viene a tal punto alterato dal mezzomediatico che non escluderei in futuro che la sede elettorale verrà, contutti gli accorgimenti tecnici del caso,distaccata direttamente presso ildomicilio degli elettori.Ergo la strategicità del controllo del mezzo televisivo.